mercoledì 23 febbraio 2011

Non ci so stare

    

Sto imparando a scegliere per me, per la mia vita.
C'è chi giudica, chi mormora, chi si sente in dovere di dire la sua.
Me ne frego. In questi giorni sono stata male, e sono ancora sorpresa della forza che mi ha spinto ad andare avanti. Parlate voi, per dar aria alle bocche. Io sono FIERA di me stessa.

(E' un momento di piena rivoluzione e di sbalzi d'autostima pazzeschi. Non sono impazzita! :) )

 
PS: cliccate sulla prima frase del post, quella più scura, la canzone merita!

sabato 12 febbraio 2011

Imparare a stare bene con se stessi.

Tra 10 giorni ho 2 esami.
Dire che sono stressata è riduttivo, che sono stanca un vero eufemismo.
Non vedo l'ora che sia marzo, finirà questo semestre e avrò finalmene un attimo di respiro.

Non sprecherò questo post per esprimere pensieri così brevi e ansiolitici, ma vorrei soffermarmi su una riflessione scaturita ieri in seguito ad uno scambio di idee tra colleghi universitari (cioè, io mi sento vecchia a definire i miei amici "colleghi", ma fa figo e quindi....adattiamoci!), di differenti fasce d'età e diverse facoltà ed atenei. Questo è il bello dell'università, vi sedete in due coi libri aperti sul tavolo a scambiarvi riflessioni, e un attimo dopo siete in quattro o cinque a chiacchierare e a dibattere. La cosa bella è che la maggior parte delle volte, circa  il 70 % delle persone sedute accanto a te le conosci da dieci minuti.
Nel nostro caso, eravamo in tre e ci conosciamo molto bene, talmente bene che ormai non riusciamo più a mentire. Se stiamo male, si vede a tre chilometri di distanza.
La conclusione a cui siamo giunti dopo circa mezz'ora di "dibattito", è che: la vita da qui a due anni potrebbe cambiare completamente, e le cose che ora ci sembrano dolorosamente, ma anche felicemente eterne, potrebbero diventare solo un ricordo sbiadito e sembrarci addirittura un pò ridicolo l'attaccamento che proviamo oggi.

Devo essere sincera, lo trovo giusto.
Come ieri dicevamo, a quasi 19 anni, , ma anche con qualche primavera in più sulle spalle, abbiamo vissuto solo un quarto della nostra vita, e adesso stiamo iniziando ad affacciarci sulla vasta gamma di possibilità e responsabilità che ci prospetta il futuro. Quando sono stata lasciata dal mio primo ex M. , pensavo che non avrei mai più provato quella serenità e quella gioia fatta di attenzioni e romantici sms del buongiorno e della buonanotte. Poi è arrivato S. , le cose sono notevolmente migliorate, sono stata felice nel modo più sincero possibile, mi riempivo il cuore ad ogni bacio e ad ogni infrangersi d'onda che ascoltavo quando ero insieme a lui. E' finita nel modo più stupido possibile, e ci sono stata malissimo, ancora una volta credevo che nella mia vita non sarei mai stata così felice come quando mi stringeva tra le sue braccia.

Questi devono essere ricordati come i giorni più felici della nostra vita, ma se continuiamo a rimpiangere il passato e non facciamo niente per cambiare le cose in modo positivo, le occasioni di ricordare in maniera felice questi anni si ridurranno all'osso. E non è giusto.
Si deve guardare avanti, è una forma di rispetto verso se se stessi, e nei confronti della vita stessa, che è un dono unico e prezioso che deve essere apprezzato curato giorno dopo giorno.
Io so che posso e che voglio essere felice, mi sto impegnando a fondo per riuscire ad alzarmi ogni mattina col sorriso sulle labbra. E' una sfida con me stessa migliorare la mia vita e renderla degna di essere vissuta. Ho pagato i miei errori, inghiottito lacrime, gioito accanto a chi mi ha fatto stare bene. Ma il mio benessere non parte dagli altri. Io devo stare bene con me stessa.

giovedì 3 febbraio 2011

Posso, devo, voglio.

Sono di nuovo qui...
Con un 25 accettato al mio primo esame universitario (ok, nn è un voto altissimo, ma l'esame era pesante e l'assistente un antipatico della madonna), amiche serie, e tanti dubbi.
Sono serena, è un periodo di calma apparente. Stamattina ho fatto un giro per Napoli. Meraviglioso.
Via Roma, Piazza Trieste e Trento, Piazza del Plebiscito, Castel dell'Ovo.
Non mi rendo mai abbastanza di conto di quanto sia bella Napoli, finchè non me la godo così.
Dall'alto di un belvedere, a picco sul mare.
Ho un'irrefrenabile desiderio di andare alla Feltrinelli, di perdermi tra gli scaffali pieni di libri.
Ho anche voglia di una bella Guinness.
Voglio fare spese, comprare una serie infinita di capi d'abbigliamento e adottare ogni giorno uno stile differente.
Voglio vivere finalmente al 100% la mia vita.
POSSO, DEVO, VOGLIO.