lunedì 18 ottobre 2010

Un'odissea chiamata UNIVERSITA'

Finalmente dopo lunga e penosa malattia, posso darvi aggiornamenti sulla mia, appena intrapresa, carriera universitaria. Come molti di voi ricorderanno, ho rotto abbastanza le palle con la mia ansia da test d'ingresso, autodefinendomi un'ignorante cronica e bestemmiando tutti i miei prof del liceo, colpevoli del mio scarso livello culturale. Meraviglia delle meraviglie, durante il mio viaggetto a Gardaland, circa un mese fa,  una telefonata assunse il ruolo di spartiacque nella mia vita: Ero in graduatoria a Napoli, ero vincitrice, ero entrata. Dopo telefonate a casa, occhiate alla graduatoria, oh ma sò proprio io?, lacrime e convenevoli vari, ero finalmente sollevata, avevo il mio posto in graduatoria, sacrificare parte delle mie vacanze e del mio sonno per lo studio era servito. Una decina di giorni dopo, avrei saputo che, la mia spiccata intelligenza, che credevo alle Bahamas a farsi le canne sotto le palme, mi aveva permesso di essere in graduatoria anche a Caserta come possibile immatricolata. Ce l'avevo fatta anche lì.

DUBBI step 1:
E adesso che faccio, dove mi iscrivo? A Napoli vicino casa insieme ad un mio amico, o con gli altri a Caserta consapevole che dovrò uscire di casa alle 5.30 tutte le mattine?

Diciamo che ognuno, a modo suo, mi è stato vicino e ha cercato di non condizionarmi, anche se ancora mi risuonano nelle orecchie i : "Fai quello che senti, ma è ovvio che io ti vorrei con me!".
Alla fine Napoli sembra la soluzione più indicata, raggiungibile in minor tempo, meglio organizzata al livello di trasporti, con un piano di studi che mi interessa e mi coinvolge.

Ma sarebbe mai potuto filare tutto liscio come l'olio? Ceeeeeerto che no!

Signori e signore, un bel giorno la sottoscritta torna a casa, e trova nella sua casella e-mail, la più paraculo delle comunicazioni universitarie: graduatoria rettificata a causa di un errore nella correzione delle prove, la mia posizione slittata di 20 posti, fuori graduatoria dei vincitori di 7.
Lacrime, imprecazioni e disperazione. Giuro che il senso di ingiustizia provata, affiorava attraverso ogni cellula del mio corpo. Trattandosi però di 7 posti avrei facilmente potuto sperare nello scorrimento...ma chi mi dava la certezza che si facesse?

DUBBI step 2:
Emòchecazzofaccio? Più esaurita di una pallina pazza, schizzo a Caserta (fortunatamente seconda opzione a mia disposizione) per l'immatricolazione, che concludo in 3 giorni.
Supportata da una famiglia meravigliosa e da amici altrettanto fantastici, nonchè da preghiere e incoraggiamenti, aspetto silenziosa e impotente il 13 ottobre, data di pubblicazione del primo scorrimento a Napoli, che fortunatamente ha esito positivo. Urla di gioia, abbracci ed esultanze.
Scatta il cronometro, si deve procedere col trasferimento, col rimborso tasse, con i bollettini da pagare, col reddito da dichiarare (questo per non aprire una lunga parentesi sulle spese di iscrizione e di passaggio di Ateneo...e menomale che la cultura è un DIRITTO).
Corri...Napoli-Caserta, Caserta-Napoli, treni soppressi, corse inesistenti, pullman sballottanti.
Giungiamo così a stamattina, alla consegna di tutta la documentazione, e la prospettiva di un mese di attesa, causa tempi di trasferimento, prima di avere il numero di matricola.
E le lezioni iniziate a scrocco la settimana scorsa, che domani tornerò a seguire.

Non ho la forza di fare altri commenti, questo continuo andirivieni mi ha stressato in una maniera indescrivibile. Volevo il mio posto a Napoli, quello che per 15 giorni mi avevano fatto vedere e che, in 2 minuti, mi avevano sottratto. Non so quanti soldi ha dovuto sborsare la mia famiglia per me, roba che mi sento in colpa solo a pensarci, e quanti insulti mi s
ono sentita proporre perchè tutte quelle carte mi hanno annebbiato il cervello. E ancora mi sento in una posizione sospesa, indefinita...finchè non avrò la mia matricola, non mi sentirò mai fino in fondo una studentessa effettiva psicologa della Federico II.

sabato 9 ottobre 2010

Basta una canzone...

Gatekeeper make no sound, soul waver look around...

Un albergo in Puglia, la musica in filodiffusione, il rumore del phon e la voce della tv che un pò la coprono, e il cuore in tumulto, pieno di speranze...successivamente infrante.

And I feel strong and loud sensations...

E' incredibile la potenza che ha una canzone: capace con una sola strofa di mettere in PLAY una serie di immagini e di ricordi, che affiorano ancora vivi e lucidi, come sangue da una ferita aperta. E sentire ancora sotto i piedi la sensazione della sabbia, ascoltare ancora rapita il rumore del mare di sera, le voci dei turisti stranieri impegnati a praparare i falò, percepire sulla pelle il brivido del vento che soffia su un autostrada con le macchine parcheggiate nell'aria di sosta.

E sapere...sapere che quei momenti si ripeteranno, forse, ma magari con una persona diversa accanto, e sentire ancora una fitta al cuore, perchè pensarci fa ancora un pò male.
Forse...dovrei scriverla quella lettera.
Quando sarà il momento dirò quel "grazie".

mercoledì 6 ottobre 2010

Onomastici, patente e...Napoli nel cuore!

Beh...se ieri avessi avuto un pò di tempo a disposizione, avreste letto questo post con un pò di anticipo. Ok...so che attendete con ansia notizie sull'università, ma cari lettori, dovete pazientare per lo meno fino al 13, data in cui probabilmente avrò una visione più chiara del mio futuro.
Per il momento, incentriamo questo post su argomenti più leggeri.
Più leggeri come il mio onomastico, per esempio...o come il fatto che la vostra incolumità fisica tra qualche mese sarà messa a dura prova, perchè...rullo di tamburiiiiiii....mi sono iscritta a scuola guida!!! :)


Ovviamente ho seguito in tutto 4 lezioni avendo iniziato da pochissimo...e devo aspettare un mesetto prima di ottenere l'ambitissimo "foglio rosa", però ieri sera sono andata a fare il controllo oculistico e ho scoperto di avere una vista potentissima...10/10!!! Sono soddisfazioni! :P

L'evento clou di questa settimana, come vi accennavo prima, è stato invece il mio onomastico, trascorso la mattina in segreteria all'università con i miei amici...e la sera in 4 al ristorante cinese al Vomero (siccome me lo chiedono in molti...eravamo in 4, ma nn mi sn fidanzata...eravamo la mia amica col ragazzo e un altro mio amico ed io)!!! Un posto fighissimo, in cui ogni tavolo è un acquario, e mentre mangi vedi passare i pesciolini rossi sotto i piatti!


 Ho assaggiato varie specialità, anche se devo ammettere che la cosa che mi è piaciuta di più, sono stati gli spaghetti fritti, serviti su di una teglia di coccio bollente, che semmai mi fossi scottata, mi avrebbero dovuto portare d'urgenza al Policlinico con un'ustione di 3° grado! La cena, conclusasi con l'apertura del biscotto della fortuna come di rito, cela un segreto che vi è ignoto prima di entrare, ma non potrete fare a meno di coglierlo durante e dopo: una pesantezza di stomaco da paura! Necessita quindi una buona passaeggiata di circa mezz'oretta, per smaltire le prelibate pietanze, soprattutto se vi avventurate per cucine straniere di sera. Il luogo da noi scelto, trovandoci in zona, è stato ovviamente il Vomero, eccezionalmente semi-deserto, pulito e silenzioso, pieno di negozi (chiusi, essendo le 10 e mezza), dove solo guardare le vetrine, e i cartellini coi prezzi, faceva affiorare una lacrima di sconforto.

Devo ammetterlo...Napoli è una città piena di difetti, di contraddizioni, di problemi...ma non potrei mai non considerarla la mia casa. Non potrei mai rinunciare ai sorrisi che la gente ti regala per strada pur non conoscendoti, alle voci dialettali che si diffondono da una strada all'altra, al bucato steso su quelle corde tirate tra due balconi, o due finestre comunicanti...il calore di Napoli entra nell'anima e non la lascia mai...e lo dice una che vive in provincia e dovrà farsi tutte le mattine mezz'ora di treno per andare all'università (sempre se tutto va bene su questo fronte).
Napoli è una mamma...potresti andare in qualsiasi parte del mondo, ma il suono dei mandolini, e il sapore della sfogliatella, ti rimarrebbero attaccati ai vestiti e al cuore per sempre. Ed è per questo che non permetto a nessuno di parlarne male.

venerdì 1 ottobre 2010

Sfogo flash...

...St'università ancora deve iniziare e già mi ha rotto le palle!
(a breve aggiornamenti...nulla di grave tranquilli...ma che rottura però!)