venerdì 17 settembre 2010

Non è un normale venerdì mattina...

Avrebbe dovuto essere un venerdì mattina come tutti gli altri: " Frà, ti passiamo a prendere alle 10.00, ci facciamo un giro al mercato e poi ti riaccompagnamo!"

E invece...
Quel giro, quell' "andiamo a vendere i libri a scuola!", il varcare quel cancello grigio...un tuffo al cuore.

Ritrovare quei visi tanto odiati fino a Luglio, ma tanto familiari da trasmettere quasi una sorta di sicurezza nel subdolo baratto tra nostalgia e novità, riportano immediatamente in una dimensione intermedia, in cui sei felice per quello che hai lasciato, ma stai male perchè continui a sentirlo fortemente tuo. I professori che chiedono cosa abbiamo scelto per l'università, il sorriso simpatico dei bidelli, ancora lì, ancora un anno, diverso, senza di noi, i corridoi, i distrubutori in sala professori, la Madonnina in cima le scale, preziosa e silenziosa custodia di preghiere recitate scendendo i cinque gradini prima della porta di ferro. E poi l'aula, quell'aula, la nostra, ormai sede di ansie e risate dell'attuale II D, che per anni ha respirato le nostre paure. Quei banchi, silenziosi testimoni di confidenze, di primi amori, di lacrime, di scritte e disegni, di iniziali, di chewingum appiccicati tra le assi di ferro, quelle quattro mura protagoniste di liti e riappacificazioni, di compiti copiati, di interrogazioni, di scelte strategiche dei posti, di passaggi e suggerimenti durante i compiti in classe, di rimproveri, di sogni, di ambizioni, di abbuffate di nascosto con le pizzette e lo spumante nascosti nei borsoni da palestra...e poi i bagni al piano di sopra, sempre avvolti da una nebbia di fumo, e luoghi di telefonate nascoste e di confidenze interrotte dai: " Tornate in classe".

E poi...ritrovarci a fissare i banchi vuoti, oggi, con quelli che fino a Giugno erano stati i nostri posti, alzare lo sguardo e trovare lo stessa emozione negli occhi di chi ti è di fronte e, ha condiviso con te quei momenti, mentre la commozione e la voglia di tornare per un attimo indietro, attanagliano la gola.

La scuola...il solo pensare a quelle sbarre alle finestre ogni mattina mi faceva venir voglia di fuggire, lontano da interrogazioni e lunghe ore di lezione...tutto quello che ho sempre odiato. Ed ora...tutto quello che non vorrei mai abbandonare.

19 commenti:

  1. Non sai quanto appartengano anche a me queste parole...
    Cambia il contesto ma le emozioni sono le stesse: il posto di tirocinio che ho appena lasciato mi manca da morire e ogni cosa, anche la più banale, "attanaglia la gola".
    Ma si cresce anche così, purtroppo o per fortuna.
    In ogni ricordo lasciamo un pezzo di noi stessi: questo ci permette di guardarci indietro e di imparare per andare avanti con un bagaglio in più.
    E meno male che c'è la nostalgia, anche se fa un po' male: significa che abbiamo "amato" davvero.
    In bocca al lupo per il tuo futuro...coraggio! :)

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  2. Crepi cara Allegra, mi ha fatto davvero piacere che tu abbia colto il senso di questo mio post. Ogni luogo ha una storia e che si voglia o no, è lì che lasciamo un pò del nostro cuore. E' inavitabile, doloroso ma anche l'unico metro col quale misurare davvero la nostra crescita emotiva. In bocca al lupo anche a te per il futuro. Baci! :)

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  3. AZZ! Sono senza parole, scrivi DA DIO!!
    Mi pareva di essere lì a scuola, fra gomme da masticare e fumo! E mi ricordava tanto il mio liceo... tipo millemila anni fa... :(
    Cmq complimenti!

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  4. Grazie di cuore Eileen, il tuo è proprio un complimentone per una blogger! Mi fa piacere che anche tu abbia condiviso le mie stesse emozioni, perchè si sa...la scuola, e il liceo resta nel bene o nel male nel cuore di tutti! :)
    A presto e complimenti anche a te per il blog! :D

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  5. In ogni luogo lasciamo un po' di noi... E' vero!
    Io non ho vissuto bene il mondo della scuola, la mia rinascita e la consapevolezza di quello che sono son venuti dopo... Con l'università.

    Per questo non ricordo volentieri gli anni passati fra i banchi, le interrogazioni.
    In realtà non vedevo l'ora di lasciarmeli alle spalle e adesso gli ho dimenticati, anche se non del tutto.
    Perchè per quando ci possiamo sforzare, il passato non si può dimenticare.
    Si puo far finta, imbrogliarci, prenderci in giro, fare dei gran sorrisi al mondo e fingere che va tutto bene, che ciò che ci siamo lasciati alle spalle non ci ha sfiorato minimamente.
    Ma non è vero! :)
    Un abbraccio

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  6. E' proprio vero Andrea...posso assicurarti che gli anni del liceo sono stati duri anche per me...ma ciò che mi tiene ancorata a quel passato nemmeno così lontano è la voglia di portarmi dietro la spensieratezza e le crisi di questi 5 anni...perchè se oggi, io sono così, lo devo a quelle esperienze maturate tra i banchi di scuola...
    Un bacio!

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  7. Se mi chiedessero di tornare indietro nel tempo e di scegliere un periodo della mia vita, il liceo non sarebbe la mia prima scelta, ecco...
    O mamma il liceo! :)

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  8. Beh Temporala...chissà, forse un domani la penserò anch'io come te, perchè il bagaglio di esperienze sarà maggiore, e probabilmente mi sentirò particolarmente legata ad altre situazioni...aspetterò! Grazie di essere passata, un bacio e a presto :)

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  9. Ti ringrazio per essere passata da me! :o) Ma sei arrivata da "Il viaggio di Damian"?

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  10. Ci sono passata ora e ho deciso di seguirlo! :D

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  11. Quando assaporerai l'ambiente universitario ti renderai conto che è mille volte meglio della scuola, nonostante questa rimanga sempre nel cuore di tutti (o meglio di molti) come una bellissima esperienza da ricordare

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  12. Ne sono convinta anch'io Chiara...si deve solo aspettare che quest'avventura incominci! :D

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  13. Bellissime parole cariche di significato, mi hai toccato il cuore. Crescere e diventare adulti comporta anche questi piccoli grandi cambiamenti, è triste, è bello, è la vita.
    Un bacione,
    Heidi

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  14. Belle riflessioni...Racconti di un periodo lontano per me, ciò nonostante me l'hai fatto rivivere e le emozioni erano proprio le stesse...

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  15. Grazie sia a Heidi che a Wilma...è bello poter condividere e trasmettere ai lettori le emozioni che si provano in prima persona. Baci a entrambe

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  16. Provare per credere. Ma, prima di tutto, credere. E' essenziale. E l'essenziale è invisibile agli occhi

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  17. La nostalgia ci coglie sempre un po' impreparati. Ma non condivido l'idea di chi dice che gli anni del liceo sono i più belli: il bello inizia dopo. L'ultimo anno di liceo è rimasto per me un anno di bei ricordi, bei momenti, qualche risata, qualche pianto.. lo rimpiango, nei momenti di sconforto, per il fatto che l'unica preoccupazione allora era l'interrogazione del giorno dopo per non abbassare la media sotto il 6. E sembrava il problema più grande del mondo! Ma preferisco quello che vivo ora. Che poi parlo come se avessi 40 anni, ma ho abbandonato le mura liceali da poco più di un anno, quindi... :)

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  18. Il liceo O_o

    Non provo proprio le stesse emozioni..
    Ringrazio di esser uscita!
    Anche se paradossalmente mi piacerebbe tornare indietro per vivere quel periodo con più serenità!

    Forse perchè Hai descritto così bene la nostalgia che è venuta voglia di tornare pure a me;)

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  19. La verità è che nemmeno io posso definirli come gli anni migliori della mia vita, sono stata sottoposta a molti commenti negativi, avendo un padre con una buona posizione, passavo sempre per "la raccomandata", "la classista" o "la viziata coi soldi" di turno (sopraqttutto per qualche professore). Mi sento molto vicina alle parole di Chiara quando dice che le preoccupazioni si limitavano a ciò che ci avrebbe aspettato l'indomani....diciamo che sento la nostalgia di quella spensieratezza che ho lasciato lì, tra i banchi di scuola...
    Grazie davvero a tutti dei commenti! :)

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