mercoledì 7 aprile 2010

Pasqua 2010

Rieccomi a casa dopo 3 giorni che definire "riposanti" è proprio l'ultimo aggettivo che adopererei.
Eppure questo week-end pasquale a spasso per la costiera amalfitana, seppur stancante per via dei lunghi tragitti a piedi, mi è servito per staccare la spina, e mettere un attimo da parte i pensieri e i problemi della vita di tutti i giorni.

Le mie giornate sono state un continuo alternarsi di SCALE e MARE...tutti i paesini sono costruiti sulle montagne, e quindi si può dire che la mia vacanza è stata letteralmente tutta "in salita". Ed anche il tempo direi che si è divertito parecchio...passavamo da momenti in cui camminavamo con le giacche sul braccio a causa del SOLE forte, ad altri in cui la PIOGGIA cadeva così noiosa da costringerci ad aprile l'ombrello di continuo.




Un'ora e mezza di viaggio, tra autostrada e curve a gomito, intervallata da una piacevole pausa di ristoro sul lungomare di Maiori, col sole delle 16.00, a riscaldarci e a risplendere sull'acqua salata.
Il piacere (o forse no... :P), nello scoprire che la distanza tra il nostro albergo e il centro di Amalfi, dove alloggiavamo, fosse di circa un kilometro, spacciato, per confortare i nostri animi afflitti solo all'idea, per un "700m", il fiatone per salire i 57 gradini del duomo, le gambe che sembravano rifiutarsi di salire per le stradine colorate di Positano, e il freddo e la pioggia che ci ha accompagnato per tutto il tragitto sull'autobus scoperto per arrivare a Ravello, sono solo alcune delle immagini emblematiche di questo week-end.

Eppure resterà sempre legata a me quella sensazione di pace e di silenziosa tranquillità, che pervade ogni stradina, ogni casa; il ricordo di luci che rischiarano l'ambiente ad ogni angolo...
Porterò sempre nel cuore le mie due notti insonni, trascorse tra la preoccupazione di un qualcosa che speravo non fosse accaduto (come per fortuna è stato), e il ricordo sempre nitido dei mesi scorsi, che purtroppo ancora brucia come una ferita aperta. Ma anche delle risate di Pasquetta che mi hanno totalmente distratto, della sensazione di familiarità che ho provato quando, l'ultima sera al ristorante, ci sono state regalate la bottiglia d'olio e di limoncello dai camerieri per ricordo, delle mattonelle decorate, il sentirmi la gola in fiamme quando ho assaggiato il finocchietto digestivo, e le sere in stanza con mia sorella prima di addormentarmi, a ridere per ogni sciocchezza, il caldo del bagno che ci costringeva quasi a vestirci con la porta aperta, le abbondanti colazioni in hotel e i pasti in vari ristoranti della zona, che restituivano un pò di forza, dopo tante faticose salite.

Sono tornata a casa con una grande consapevolezza di ciò che accadrà. Mi sento una persona più matura (saranno i 18 che avanzano), so che posso superare ogni difficoltà con un pò d'impegno. Non sono mai sola, ho una famiglia splendida, amici fantastici, persone che riempiono la mia vita anche solo con un sorriso, quando la giornata inizia di merda e l'unica cosa che vorrei sarebbe mettermi a letto e cancellare ogni pensiero negativo. Mi sento forte nel sapere che ho sempre qualcuno su cui contare, e nella consapevolezza che nel mio piccolo, mi sforzo di essere una persona corretta.
Eh si...sono davvero fortunata! A volte i problemi ci schiacciamo come macigni, ma bastano tre giorni di fuga, il rumore delle onde del mare, e i sorrisi immortalati in decine di fotografie a restituire un pò di serenità.

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