mercoledì 3 febbraio 2010

Programmi tv tra gravidanze e aborti...ecco che ne penso io.

Stamattina mi sveglio, e decisa a studiare inglese tutta la mattina, non vado a scuola e inizio la giornata guardando un pò di TV. Accendo SKY e mi imbatto in un programma sulla maternità.

Sono rimasta un pò perplessa...

Il tema trattato oggi era quello sulle interruzioni di gravidanza, e fin qui nulla di male; sull'aborto c'è stato un referendum, è un provvedimento che comunque è previsto dalle legge ecc ecc...Quello che mi ha lasciato sconvolta, è stato l'ascoltare un caso di una ragazza di soli 17 anni (la mia età!!! Mi sono venuti i brividi, non per il fatto in sè per sè, ma per la terribile situazione psicologica che, credo, viva questa ragazza...) alla quarta interruzione volontaria di gravidanza. Evitando di voler fare la moralista bacchettona, perchè come dice saggiamente mia madre : "Qua le figlie (e i figli, aggiungo io, perchè una gravidanza non è solo un "problema" della madre) le teniamo tutti quanti e non possiamo permetterci di giudicare nessuno, perchè non si sa mai che può succedere!", mi sono chiesta se una cosa del genere si sarebbe potuta evitare. Mi fanno ridere quelle persone che dicono che questo fenomeno si sta diffondendo oggi perchè i giovani sono senza valori e tutte quelle belle cantilene che ognuno di noi è costretto ad ascoltare durante l'adolescenza...sono (stranamente) certa che tutto questo accadeva anche in passato. Sbaglierò, ma ne ho il sentore.


Magari non interesserà a nessuno la mia opinione, ma questo è quello che penso io.

Dunque...sapete a mio parere qual è il problema? Che oggi siamo tutti informati, si parla tanto di metodi anticoncezionali, di precauzione ecc, ma si ha sempre paura di parlare, e lasciamo che siano gli altri a farlo per noi. Fateci caso...quanti di voi, hanno fatto quello che viene comunemente chiamato "il discorso" ai propri figli? Mmm...io credo pochi! E sapete perchè? Perchè ci si vergogna, evitando di parlarne è come se anche il problema non esistesse. SBAGLIATO!!! Oggi sapete che la prima volta si vive addirittura intorno ai 13 anni? Io, che i 13 li ho passati da quasi 5 anni, a quell'età pensavo ancora come una bambina, e non mi vergogno, nè mi vanto a dirlo, perchè ringraziando il cielo, siamo dotati di libero arbitrio, e ognuno sceglie da sè come vivere. Il problema risiede nel fatto che avere un rapporto sessuale, è visto come un gioco...si fa perchè ci si sente grandi, perchè dopo due mesi insieme già si "ama" il proprio ragazzo (...porca miseria che precocità! C'è gente che dopo anni di fidanzamento ancora nn ha compreso il vero significato della parola AMORE!), e perchè si vive la certezza del: "Ma noi stiamo sempre attenti!". Non muovo una critica nei confronti di nessuno, ripeto, sono anche io una ragazza e la ruota gira...un domani potrebbe capitare anche a me. La mia vuole essere solo una riflessione sul fatto che, se oggi si verifica tutto ciò, è perchè, a mio modesto parere, manca una guida alle spalle. Non dimenticherò mai le parole di mio padre (oltretutto medico), il giorno della mia prima visita dal ginecologo:" Bella a papà, ora sei grande e devi capire certe cose. Fare una cosa del genere può portare queste, queste e queste conseguenze...stai attenta, perchè una gravidanza non sarebbe uno scherzo, sei piccola e lo sarai almeno fino ai 22-23 anni per prenderti in pieno la responsabilità di una cosa così...". Ok...sul momento mi vergognai da morire, avrei voluto ucciderlo, però ripensandoci, mio padre ha fatto una cosa giusta, e non per lui, ma per me. Certo, esistono casi in cui succede davvero per sbaglio e si sceglie l'interruzione di gravidanza (chirurgica, o con il nuovo metodo della pillola), tutta la mia solidarietà a queste persone, dovrebbero essere tutelate, aiutate, sostenute psicologicamente per intraprendere un cammino così complicato... un ABORTO non è mai una decisione presa a cuor leggero, mai!


Non giudico, c'è libertà di scelta e ognuno decide per sè.

Si dovrebbe cercare però di realizzare una campagna informativa davvero utile...non serve far venire i ginecologi a scuola a parlare dell'apparato riproduttore, se poi nn si mette in luce che i metodi per evitare gravidanze e malattie ESISTE, e non è nulla di cui vergognarsi perchè prendersi cura di sè stessi, ed essere responsabili delle proprie azioni è, sul serio, sintomo di MATURITA'. Impariamo che ogni cosa deve essere fatta con la giusta conoscenza, i giusti tempi...e soprattutto evitiamo di fare i falsi moralisti, di etichettare, giudicare, criticare, qualcuno che vive questa situazione...vi siete mai chiesti cosa si provi dopo?


E soprattutto non venitemi a dire che gli irresponsabili siamo solo noi giovani...






5 commenti:

  1. Bel post, Francesca.
    Riflessioni importanti ed assolutamente giuste.
    A 17 anni e già 4 aborti, significa essere soli, vivere una situazione di disagio.
    Essere ai margini.
    Soprattutto non avere nessuno che si prenda cura di te, che ti consigli.
    Io penso che oggi, paradossalemtne, pur vivendo in un epoca di grande comunicazione, si parli sempre di meno, soprattutto all'interno della famiglia.
    Ora non è il caso di affrontare un discorso che diventerebbe davvero lungo ma c'è questa difficoltà a rapportarsi con i figli sulle tematiche davvero importanti della vita.
    Rompiamo le scatole ai nostri figli con il discorso DROGA, la paura più grande è tutta concentrata in questo.
    MOTORINO, altro grande terrore.
    DISCOTECA, con tutte le infinite possibilità di "smarrimento" che questa offre ai più giovani.
    INTERNET, di cui molto spesso gli adulti parlano solo per sentito dire.
    Di queste cose è molto più semplice parlare.
    Terrorizzare. Incriminare. Proibire.
    Ma quando si tratta di parlare di sesso ecco che scattano i tabù.
    Eppure, se troviamo il coraggio per pronunciare parole tremende come DROGA, INTERNET, MOTORINO, DISCOTECA, perchè non si riesce con altrettanta energia a farlo con i termini AIDS, ABORTO, MALATTIE VENEREE?
    Hai ragione, i ragazzi hanno rapporti sempre più precoci e, l'informazione non c'è mai.
    Vanno allo sbaraglio.
    Si vive nell'ipocrisia, Francesca pensando, o fingendo di credere, che i propri figli siano immuni dalle tentazioni.
    Così non si affronta il problema.
    Bisonga parlarne, invece, sia coi figli maschi che con le femmine, è un problema che riguarda entrambi.
    Le gravidanze non desiderate, l'aids, le malattie che si possono contrarre facendo sesso non protetto, vanno raccontate e, se non si è in grado di farlo (non è una colpa, se molti genitori hanno difficoltà in questo), allora ci si indirizza verso strutture come i consultori o si da alla propria figlia il numero del ginecologo.
    Voler bene è dare ai ragazzi gli strumenti adatti per affrontare le situazioni.
    E' aiutarli a diventare responsabili.
    Tanto, comunque, molte delle esperienze si fanno senza il consenso dei genitori.
    Spesso andando alla cieca.

    Ti metto in guardia.
    Ti regalo la mia conoscenza.
    Mi fido di te.
    Fanne buon uso.
    E, se sei in difficoltà, io ci sono.
    Se ad una tua domanda io non so rispondere mi documento o, meglio ancora, lo facciamo insieme.
    Perchè, Francesca, si cresce sempre.
    E s'impara.
    A qualsiasi età.
    E' questo che andrebbe, a pare r mio, detto ad un figlio.
    Un bacio
    Marilena
    P.S. - E' un piacere leggerti. Fai belle riflessioni.

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  2. Carissima Marilena, speravo ardentemente che tu leggessi il mio post...per me è un piacere immenso poter dibattere con te, che dimostri sempre di capire in pieno il senso delle mie parole.
    Sai, leggendo il tuo commento mi sono resa conto di una cosa...si tende spesso a dire che essere genitori è difficile. Verissimo. Ma è difficile anke essere figli. E' difficile vivere sapendo che ci sono argomenti che con i tuoi genitori non potrai mai affrontare, un pò come se ci fosse negata una parte d'affetto...parlare, spiegare, confrontarsi, è una forma d'affetto e di arricchimento sia per i genitori che per i figli, perchè come hai giustamente detto tu "si cresce sempre". Nelle tue parole ho riletto quelle che mia madre pronuncia ogni giorno: la paura dei motorini, della droga, degli incontri che si possono fare in discoteca...eppure io sono fortunata. Ho due genitori davvero meravigliosi che, non con poco imbarazzo, riescono a parlarmi di tutto. E non penso di dimostrare mai abbastanza quanto loro siano capaci di fare per me. E poi ho gli amici, il mio ragazzo, e il mio blog, dove posso davvero parlare di tutto, senza censure. E dove ritrovo ogni giorno persone stupende come te, pronte ad offrirmi il loro aiuto. Sappi che approfitterò della tua disponibilità! :P
    Grazie soprattutto dei tuoi consigli...ne farò tesoro.
    Un bacio immenso...
    Francesca

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  3. E' difficilissimo essere figli.
    Hai paura di deludere.
    Di non essere all'altezza.
    Di tradire le aspettative riposte in te.
    Altro errore madornale, da parte dei genitori, nei confronti dei figli, che andrebbero, invece, rispettati e supportati nelle loro scelte.
    Essere genitori, Francesca, è difficile, ma non impossibile.
    E' questo che intendevo dire.
    Tu hai genitori in gamba, che con te hanno un reale contatto.
    Io, invece, parlo di quelli che sfuggono al confronto con i figli.
    Ironizzavo, venendo sulla tematica del tuo post, che a moltissimi genitori riesce facile parlare di motorini e droga, porre veti e terrore ma, che davanti ad un argomento come quello da te qui esplicitato, riguado le problematiche sessuali, non sanno cosa dire. Non gli riesce di parlare. O, peggio ancora, ignorano l'argomento.
    Quello che volevo dire è che terrorizzare e pribire, per mettere in guardia dai pericoli, non serve a niente.
    E' stupido.
    E spesso si ottiene l'effetto opposto.
    Quello che occorre è un dialogo ed un confronto, sereno e corretto, e possibilmente non ipocrita da parte dei genitori.
    Marilena

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  4. I "giovani" nemmeno dovrebbero esistere, come categoria sociale : siamo TUTTI - di qualunque età/nazionalità/cultura/religione - esseri umani in transito e in continua crescita (eccetto coloro che vogliono fermarsi, di loro spontanea volontà).

    Già gli adulti che parlano dei "giovani" mi fanno senso, perchè è come se sistemassero degli steccati tra loro e i cittadini anagraficamente più "piccoli" (dimensione numerica poco significativa, appunto) ...

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  5. "Essere giovani", caro Bufalo, è la scusa più usata nel XXI secolo per giustificare un qualcosa in cui si riconosce una parte di colpa.
    Mi trovi d'accordo con la tua riflessione, rispecchia gran parte del mio modo di pensare...GRAZIE e a presto!

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